Il Maestro Sognatore
Nella tradizione tolteca un essere umano nasce nel sogno di un altro essere umano che ha raggiunto un punto di comprensione intuitiva tale da dargli la capacità di risognare il mondo.
Colui che ha questa capacità è conosciuto come il Maestro del Sogno. Egli infatti riarrangia il sogno della Vita in modo tale che le circostanze esterne danno una capacità più grande a coloro che sono vivi a quel tempo di realizzare anch’essi la loro la capacità di diventare un Maestro del Sogno.
Il desiderio più profondo del Maestro del Sogno è quello di realizzare lui stesso questa capacità di risognare il mondo, mentre il secondo desiderio è che tutti coloro che sono vivi nel sogno in quel momento realizzino anch’essi la propria capacità di risognare il mondo.
Il primo passo verso questa abilità di sognare il mondo è quello di rendersi conto che emozioni e pensieri sono gli elementi costitutivi, i mattoni, di ciò che appare esteriormente come il mondo stesso. Una volta che si è realizzato questo, l’abilità di creare un nuovo mondo si sviluppa. Fin da subito questa iniziale realizzazione dà inizio ad un nuovo disegno del mondo stesso.
In questo processo si ritorna allo stato naturale e si riacquista la capacità di vedere attraverso gli occhi dell’ amore, un amore che è a quel punto la mano che guida il dipingere una nuova immagine del mondo. Si tratta della capacità di sognare un mondo in cui tutto il beneficio è qui grazie a tutti coloro che hanno raggiunto la posizione di Maestro del Sogno, sia ora che in passato.
Sei pronto a lasciar cadere tutte le convinzioni su cui finora ti sei appoggiato, che sono tutte informazioni di seconda mano, e a cominciare a sognare quel mondo che desideri vedere manifestato? Questa capacità è tua in questo momento, è il tuo diritto di nascita.
“Beati i sognatori, perché erediteranno il mondo”, Gesù Cristo.
Con molto amore,
Avasa
Ciò che viene condiviso qui è un messaggio completamente radicale e senza compromessi. Non ha prescrizioni e non suggerisce assolutamente nulla da fare. Non ti chiede di essere in un certo modo, ma piuttosto ti dice che non ti è richiesto di essere affatto.
Parla di ciò che è sempre stato presente e lo è proprio ora, ma che è stato ed è completamente trascurato. Cerca di descrivere un paradosso.
Quando nasciamo il senso di separazione tra il corpo e ciò che lo circonda non è presente; poi, dopo qualche anno, sorge l’identità e tutti intorno a te ti confermano che sei una persona reale, dotata di libero arbitrio e di scelta, che devi impegnarti per diventare degno, appagato… che devi far funzionare la tua vita. È presente una sensazione di contrazione, che diventa il centro da cui sembrano sorgere tutti i pensieri, le emozioni e le azioni. Ora sei qualcuno e la vita ti accade: devi difenderti dalle minacce, cerchi il piacere ed eviti il dolore. Credi davvero di poter fare tutte queste cose. Diventiamo ricercatori, in cerca di qualcosa che possa colmare un’insoddisfazione sottile, un senso di mancanza sottile ma profondo. Ciò che questo messaggio descrive è che la convinzione di avere un’identità, un me separato tra altri separati in un mondo separato, è un’illusione. Non c’è nessuno e non c’è mai stato. Tutto semplicemente accade e non c’è mai nessuno che abbia il controllo di qualcosa.
Non c’è nessuno, proprio ora, che stia leggendo queste parole, anche se qualcosa lì è fermamente convinto del contrario. C’è solo QUESTO, ed è NIENTE che appare come QUESTO. Non può essere capito né afferrato dal me, ma qualcosa lì può risuonare, perché questa è la vera natura di ciò che è. In QUESTA TOTALITÀ tutto può sorgere, perfino la sensazione che la separazione sia reale, e quella sensazione può cadere. Non c’è alcun bisogno né alcuna causa perché ciò accada. L’illusione può restare fino alla morte, oppure può crollare proprio ora.
Quando questo è visto (da nessuno) diventa chiaro che ciò che abbiamo sempre desiderato non se n’è mai andato. C’è solo tutto e niente. QUESTO è pura gioia, amore e libertà.
Emozioni, pensieri e sensazioni possono ancora sorgere in Questo, ma non appartengono a qualcuno di separato. Non c’è più sofferenza personale, c’è solo un flusso di energia.
Il vedere QUESTO non è un’esperienza che puoi far accadere facendo qualcosa, perché in questo vedere tu non ci sarai. QUESTO non appartiene a nessuno.
Il vedere QUESTO, il cosiddetto risveglio, la liberazione o l’illuminazione, può accadere oppure no. Non c’è direzione né scopo nella VITA. Non c’è nessuno lì che possa farci qualcosa. Anche quando un tu immaginario si sente senza speranza e senza aiuto, c’è solo mancanza di speranza e mancanza di aiuto che accadono.