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La chiave dell’accettazione

Domanda:

Caro Avasa , accettare questo momento cosi com’è compreso di ego, urla e pianti, e tutto ciò che è, che cosa ha a che fare con il portare l’attenzione su di sé?

Risposta:

Non c’e’ nessuno che possa accettare il momento, ma l’accettazione del momento puo’ accadere. Quando accade lo fa perche’ l’attenzione non e’ piu’ primariamente sull’oggetto creato, ma su cio’ che precede l’oggetto, il soggetto, il Se’. Una volta che il Se’ e’ visto l’accettazione arriva come conseguenza. Quando la nostra attenzione e’ solo sull’oggetto ci sara’ identificazione con l’oggetto e in quella relazione allora sorge il gioco del “me” o che non accetta o che cerca di accettare. Ovviamente nessuna di queste due cose puo’ essere vera accettazione perche’ c’e’ un volere che qualcosa accada. In questo c’e’ un ignorare il Se’. Quando l’attenzione e’ sul Se’ non c’e’ nessuna richiesta che le cose siano altre da quelle che sono dato che non c’e’ nulla da guadagnare dal fatto che siano differenti. Quando il Se’ e’ visto ogni cosa e’ colta cosi’ com’e’ con nulla da guadagnare da essa. Questa e’ allora accettazione.

Con Amore, Avasa


Ciò che viene condiviso qui è un messaggio completamente radicale e senza compromessi. Non ha prescrizioni e non suggerisce assolutamente nulla da fare. Non ti chiede di essere in un certo modo, ma piuttosto ti dice che non ti è richiesto di essere affatto.

Parla di ciò che è sempre stato presente e lo è proprio ora, ma che è stato ed è completamente trascurato. Cerca di descrivere un paradosso.

Quando nasciamo il senso di separazione tra il corpo e ciò che lo circonda non è presente; poi, dopo qualche anno, sorge l’identità e tutti intorno a te ti confermano che sei una persona reale, dotata di libero arbitrio e di scelta, che devi impegnarti per diventare degno, appagato… che devi far funzionare la tua vita. È presente una sensazione di contrazione, che diventa il centro da cui sembrano sorgere tutti i pensieri, le emozioni e le azioni. Ora sei qualcuno e la vita ti accade: devi difenderti dalle minacce, cerchi il piacere ed eviti il dolore. Credi davvero di poter fare tutte queste cose. Diventiamo ricercatori, in cerca di qualcosa che possa colmare un’insoddisfazione sottile, un senso di mancanza sottile ma profondo. Ciò che questo messaggio descrive è che la convinzione di avere un’identità, un me separato tra altri separati in un mondo separato, è un’illusione. Non c’è nessuno e non c’è mai stato. Tutto semplicemente accade e non c’è mai nessuno che abbia il controllo di qualcosa.

Non c’è nessuno, proprio ora, che stia leggendo queste parole, anche se qualcosa lì è fermamente convinto del contrario. C’è solo QUESTO, ed è NIENTE che appare come QUESTO. Non può essere capito né afferrato dal me, ma qualcosa lì può risuonare, perché questa è la vera natura di ciò che è. In QUESTA TOTALITÀ tutto può sorgere, perfino la sensazione che la separazione sia reale, e quella sensazione può cadere. Non c’è alcun bisogno né alcuna causa perché ciò accada. L’illusione può restare fino alla morte, oppure può crollare proprio ora.
Quando questo è visto (da nessuno) diventa chiaro che ciò che abbiamo sempre desiderato non se n’è mai andato. C’è solo tutto e niente. QUESTO è pura gioia, amore e libertà.

Emozioni, pensieri e sensazioni possono ancora sorgere in Questo, ma non appartengono a qualcuno di separato. Non c’è più sofferenza personale, c’è solo un flusso di energia.
Il vedere QUESTO non è un’esperienza che puoi far accadere facendo qualcosa, perché in questo vedere tu non ci sarai. QUESTO non appartiene a nessuno.

Il vedere QUESTO, il cosiddetto risveglio, la liberazione o l’illuminazione, può accadere oppure no. Non c’è direzione né scopo nella VITA. Non c’è nessuno lì che possa farci qualcosa. Anche quando un tu immaginario si sente senza speranza e senza aiuto, c’è solo mancanza di speranza e mancanza di aiuto che accadono.