A volte sorgono cose a livello del pensiero che non abbiamo mai sentito o pensato prima, e’ qualcosa di molto comune una volta che il risveglio e’ accaduto. Spesso quando tali pensieri sono condivisi altri traggono beneficio da essi e in cambio anche loro si trovano a esprimere ciò che e’ sorto per loro. In questo modo ci nutriamo e bilanciamo a vicenda in questo vedere. Se dovesse sorgere in te il desiderio di condividere sentiti libero di farlo su questa pagina.

Avasa


Per un sacco di tempo sono stata semplicemente me. Col mio nome, i miei vari e tanti soprannomi, ma insomma, sempre io. Non che ne fossi contenta: il mio me era doloroso, disfuzionale, troppo emotivo, timido e spietatamente autocritico. Ho provato a migliorarlo, non che ci sia riuscita molto.

Poi ho incontrato un altro modo di guardarmi: io ero il testimone. Ecco com’era! Per stare bene bastava stare alla finestra della vita: guardarla e dire “io testimonio tutto questo”. Finalmente, che sollievo. Non che mi facesse stare proprio bene bene, ma era un modo per non essere sottoposta continuamente il bombardamento del giudizio interiore. Sono rimasta sullo scoglio del testimone a guardare il mare della vita per un sacco di tempo. Sentivo che non era proprio il posto ‘giusto’ ma era meglio di quello prima e non potevo chiedere di meglio.

E poi bang! Scopro che un altro modo di guardarmi è vedere che non sono niente. Fa paura, è incomprensibile, ma mi suona… Ok! Non sono niente. Qui, nel mondo, c’è un sacco di roba, tutto questo mondo fuori, ma io non sono niente. E pare che anche il mondo sia niente. Ci sta, lo vedo, è vero. E’ assurdo, paradossale, ed emotivamente ci sono momenti in cui sembra di stare nel deserto, ma è vero. C’è questo ondeggiare tra il nulla e l’essere, sempre in bilico. Tra nulla e me.

Ed ecco l’altro ieri è successo qualcosa di nuovo: ero in Chiesa, al funerale di un vecchio compagno di scuola, stavo bene, senza particolari emozioni, come spesso mi accade negli ultimi tempi. E d’un tratto… il tempo si è fermato, lo spazio ha perso i contorni e niente aveva senso nel modo in cui ha senso abitualmente. Le cose (oggetti, parole, rumori, emozioni, sensazioni, persone, pensieri) erano solo lì. Ed ero Io. Semplicemente. Tutto oggettivo e tutto soggettivo, allo stesso tempo. Nessun fuoco d’artificio, nessun coro d’angeli, nessuna sensazione particolare, solo un vedere, e già vedere è una parola grossa. ESSERE. Semplice, banale. La differenza tra essere e non essere. Io Sono. Tutto.

Giusi, 7.09.2014


E’ un periodo strano, tutto quello che leggo, ogni film che guardo, ogni discorso che ho o che sento è legato al “pensiero advaita”. Non accade solo con i nostri amici provenienti dai ritiri e io non sto leggendo solo libri specifici, ma è come se la “non dualità” è stata ovunque, sempre e comunque. Potrei definirlo come una sorta di virus, che, una volta iniziato, sta crescendo sempre di più.

Marco, 1.08.2014


Caro Ad,
E’ una domenica come le altre ma allo stesso tempo sento che è speciale!
Mi sono svegliata senza pensieri, solo una grande sensazione di gioia e gratitudine. La mia mente non riusciva a trovare la ragione sul perché e non è riuscita a trovarne una. Ho riconosciuto che è solo la vita che passa attraverso un tunnel vuoto e che si dispiega in una maniera unica. Mi sento a casa, mi sento sicura, mi sento completa… nessun bisogno di nulla o di nessuno, tutto è già qui. Nessun desiderio o auspicio solo una fiamma che brucia dolcemente, teneramente… è come uno sciogliersi…
Mi sento leggera come se qualcosa di pesante fosse caduto e non saprei dirti cos’è, come un velo che si è spostato e ha permesso una visione di ciò che l’ “Io” davvero è.
Non è un caso che tutte le vecchie storie siano scordate… ce ne sono ancora qui ma hanno perso la loro attrattiva… sono solo storie e memorie…
Mi sento in uno stato di grazia e paradossalmente sembra così normale!
Spero che tu stia bene non vedo l’ora di vederti presto,
Un grande grande abbraccio

Babs, 22.06.2014


Caro Avasa,
Questa è la prima volta che ti scrivo (il mio inglese non è buono, ma davvero molto meglio di alcuni anni fa, quando non potevo dire una parola!!), ma ci sarà comunque comprensione.
Ora lo scrivere sta accadendo grazie al sollievo sentito durante il satsang quando è stato detto che non si desidera rispetto, ma amicizia.
La caratteristica di questa corpo-mente è timidezza e preoccupazione circa il giudizio, ma ora qualcosa sta da andando via da solo e il desiderio di condividere sorge.
Forse leggi o ascolti da tanto tempo quello che è scritto in questa mail ma come puo’ essere diverso visto che se siamo uno, e l’esperienza è unica?

Quando i satsang iniziarono a Zena alcuni anni fa, nella mente arrivarono un sacco di reazioni, ma anche sollievo per qualcosa che stava succedendo anche se la mia mente stava cercando di fermarlo. Il corpo poteva a volte sentire delle strane sensazioni dopo la fine dei ritiri in Zena: ero davvero stupita e divertita; di solito accadeva mentre stavo guidando la macchina e c’era un improvvisamente l’espansione e la sensazione di Me nello spazio e negli oggetti, negli alberi etc e questo era così divertente che non riuscivo a non scoppiare a ridere.
Ma era così facile e anche così facile tornare di nuovo nella contrazione e nell’identificazione con il corpo-mente .
C’è stato un entrare e uscire da questo per lungo tempo, ma l’apertura era rara e c’era una grande sofferenza nella contrazione, una sensazione molto pesante.
Spesso mi sono detta che forse era la mente che giocava ad avere dei satori e che non erano reali. È stato molto importante condividere questo con Tony per circa 2 anni.
Ma con il satsang a Torino c’è stata una esplosione!
La sensazione è che non c’è nessuno nel corpo e che sono ovunque e che il corpo ride e sorride!
Sembra tutto così leggero e facile e divertente.
E’ come se tutto nel mondo fosse al contrario, capovolto.
Mentre si guida l’albero e la natura e la via vengono verso il corpo; è così divertente! Impossibile capire chi è alla guida, come accade, come il corpo va da un luogo a altro. Ma a volte anche il corpo fa un’azione ma io non sono presente ed è come se fossi cosciente di questo, dopo che è successo.
È come se il corpo possa fare di più perché la stanchezza si fa sentire, ma nessuno è il proprietario di quella stanchezza.
Anche la scuola di yoga va meglio e più persone vengono e mentre accade lo yoga non non c’è alcuna identificazione con il ruolo di insegnante di yoga (cosa che per me era molto stressante prima!).
Le relazioni sembrano cosi semplici come se non ci fosse nessuno e nulla di personale e non c’è un ME che gioca con se stesso.
Ora c’è una unica energia e lo yoga fluisce e succede, esattamente per quello che serve ai corpi nella classe.
È possibile dire questo ad Avasa perché accade e perché non c’è nessuno che “mi” possa giudicare dicendo quello che dici ” è ok o no” perché sto parlando a me stessa.
Questa non è una poesia ma ciò che è sentito spontaneamente.
Il “tuo” vedere è il “mio” vedendo: c’è un vedere per tutti.
Durante i giorni trascorsi in Torino per i satsang, una notte prima di dormire sorsero due domande e la mia mente aveva deciso di chiederle nel prossimo satsang ma il giorno dopo erano scomparse, e mentre il corpo era seduto davanti a te la mia mente ha detto: “Ho due domande… ma quali?? Io non potevo ricordarle.
Come hai iniziato a parlare le parole erano esattamente la risposta alle due domande! E c’è stata un’incredibile sensazione di unità e di dilatazione quasi dolente nel sentire che dietro tutti i corpi e attraverso tutti i corpi c’è lo stesso Uno: è stato così bello!!
Nell’ultimo successo satsang sentivo come tutto stava girando e il corpo e la mente erano esausti e alla fine dell’ultimo satsang per questo corpo una grossa palla dura di dolore è venuto su dallo stomaco e si alzata lasciando il corpo esausto e piangente e qualcosa si è sciolto.
Wow!! Grande sensazione ed esperienza!! E poi è stato al contrario, tutto era girato come nel gioco della psicologia della gestalt, quando è possibile vedere due immagini differenti nella stessa immagine.
Ora la sensazione è impossibile da descrivere. È impossibile descrivere con parole qualcosa che va oltre i pensieri.
Questo sta accadendo proprio ora; Impossibile prenderlo, fermarlo, comprenderlo.
Succede, anche se la mente è pronta a suggerire che potrei perdere tutto questo, che potrò dimenticare.
La sensazione, ora che è vista, è spaventosa, ma c’è anche felicità, dato che questo sarà sempre presente anche se la mente potrebbe coprirlo.
È finalmente una svolta nella vita , vita, pienezza, vuoto, amore, tutto, niente, uno, nessuno, un punto senza fine.
Con amore

Federica, 28.03.2014


Questa mattina ero a letto e mi sentivo incastrato nel letto da una forza invincibile. Non potevo fare null’altro se non guardare e testimoniare quello che stava accadendo. Dopo un po’ mi sono visto come il Vuoto. Ero certo in quel momento che quello fosse ciò che avevo cercato per 37 anni e di cui mi ero innamorato ed era sacro non qualcosa da ignorare come qualcos’altro. Una felicità, una gioia, qualcosa di molto bello è sorto dopo, chi ha il problema? Chi è nella forma? Non sono io.

Nome omesso su richiesta, 24.03.2014


ho sognato di essere in ogni corpo e nello spazio
ho sognato di essere la foglia mossa dal vento
ho sognato di essere il telecomando amato dal pigro,
ho sognato di essere cibo per l’obeso
ho sognato di essere il mio corpo che muove e pensa senza un “me”
ho sognato di essere una fotocamera che coglie l’attimo di
una farfalla che muore su un fiore di un colore che non esiste
ho sognato di avere le mani d’oro
ho sognato di essere il sorriso di un vecchio
ho sognato di essere le scarpe di un viaggiatore
ho sognato di essere colore per un pittore
ho sognato la felicità che squarcia la realtà come un fulmine in un orizzonte piatto
ho sognato di essere la pulce tolta dalla scimmia
ho sognato di essere la terra per il seme
ho sognato che realtà fosse un sogno e che il sogno fosse realtà
ho sognato di essere te che leggi questo
ho sognato di essere sia il nemico che l’amico
ho sognato di essere fuoco nella neve
ho sognato di essere una sigaretta per chi fuma sigari
ho sognato questo e l’opposto di questo
HO VISTO CHE TUTTO ERA VERO e NO!

Anam, 07.03.2014


Non credo a tutto quello che mi dicono, anzi, sono scettico di natura.
Non ho mai avuto un Maestro, neppure sapevo cos’era.
L’idea che qualcuno sapesse qualcosa più di me mi faceva semplicemente ridere. IO ero il Maestro.
La ricerca spirituale? Che roba è?
Osho? Cos’è, un nuovo profumo da uomo?
Avevo problemi ben più grandi, come il tagliando alla mia nuova auto sportiva o la scelta del ristorante giusto per una serata giusta.
Mi sono laureato a pieni voti, ho un Master internazionale, una carriera imprenditoriale che un tempo avrei definito “di successo”.

Per anni sono stato professore di marketing in prestigiose università.
Al quadretto idilliaco non mancava neanche la famiglia del Mulino Bianco.
In fondo, invece, ero un miserabile benestante, e lo sapevo.
Per essere miserabili non è necessario essere poveri.
Anzi, la maggioranza dei miserabili che conosco sono ricchi.
Non credevo di essere un ricercatore spirituale, invece cercavo inconsciamente la risposta a quel senso di mancanza che nessuno degli oggetti che possedevo sapeva colmare.
Quella sensazione di pienezza del vivere che avevo provato da piccolo, era smarrita in chissà quale angolo del pianeta.
Ed è stato così che, nel pieno di una drammatica crisi familiare ed economica, mi sono ritrovato a pregare intensamente.
Qualcuno deve aver sentito quel sincero grido di dolore, perché un giorno mi hanno portato ad un incontro con Avasa.
Dalla sua bocca uscivano parole semplici, tanto quanto era la sua figura.
Non c’è voluto molto per capire che quelle erano le mie parole, che per anni non ero mai riuscito a mettere insieme.
Dopo pochi mesi, mi sono ritrovato ad un suo ritiro, dieci giorni di condivisione della sua straordinaria esperienza di vita, così simile – nell’essenza – alla mia.
È così che siamo diventati amici, ed è così che oggi trascorro, spesso con i miei figli, gran parte del mio tempo.
Non ho fatto né pagato niente per avere questo.
È stato solo un meraviglioso colpo di culo.
Ancora oggi, ogni volta che esco da un incontro con Avasa e lascio la solita donazione spontanea, mi sembra sempre troppo poco per ciò che in cambio ricevo. E non sono il solo.
So con certezza che nessun bene materiale sarebbe mai in grado di poter bilanciare il valore della vita gioiosa di cui oggi posso fare esperienza.
In tutto questo, Avasa non c’entra niente.
Tutto questo è merito mio.
IO ho fatto tutto.
Avasa mi ha solo ricordato chi sono IO.

Chubby, 01.03.2014


Questa mattina ero a letto ad ascoltare il rumore dell’acqua dal rubinetto
( ho lasciato aperto per lasciare che l’acqua diventasse calda) poi mi sono
sorpreso perche’ anche se il rumore era forte potevo udire un rumore piu’
intenso senza che lo cercassi come era accaduto molte altre volte, questa
volta il rumore era li’ e non c’era nessuno che lo cercasse. Dopo ho atteso
e guardavo la stanza e ho iniziato a galleggiare e per un momento ho visto
solo luce e improvvisamente era chiaro tutto quello che hai detto, e’
arrivato fresco da me stesso, nessuna distanza, nessun tempo, nessun te e
me ma tu sei me e tutta la mia vita che se,brava un grande strano problema
e’ divenuta un modo perfetto di vedere questo.

Nome omesso su richiesta, 25.02.2014


Il mondo di cui fai esperienza e’ il riflesso della tua stessa coscienza.
Se non ti piace quello che vedi allora stai con la sensazione che evoca in te.
Quando essa si dissolve sotto lo sguardo di quell’attenzione il
riflesso esterno cambiera’ in accordo con questo.
Tu stesso sei la Sorgente (Dio), cio’ che vedi come una apparente realta’ esterna riflette il grado
in cui riconosci o meno di essere Una Unica Coscienza. Risvegliarsi a
Questo e’ l’inizio dell’Eta’ dell’Oro.
Come dentro cosi’ fuori. Realizza quello che sei.

Nessuno, 17.02.2014


LA STORIA D’AMORE IMPERSONALE

Ho detto alla Vita:
Voglio esprimere questo Amore,
Con versi, che non siano mai stati detti da altri.
Voglio mostrare il mio amore per te come mai prima.

E la Vita ha risposto:
Le mie espressioni sono infinite,
E quindi, quindi sono tue.
Io sono l’Amore che esprimi,
E sono te che esprime questo Amore.

E di nuovo,
Non c’e’ un altro, solo Te.
Nessun altro momento, solo Questo.
Tutte le parole sono dette per la prima volta.
Il nostro bacio e’ il primo bacio.

Rubai, 27.11.2013


Mi arrendo
Questo nulla mi uccide
Non ho piu’ neppure nessuna forza di scappare…
E da cosa?
Dal nulla?

E’ davvero difficile ora
Attraverso storie
Tocchi un luogo
Dove anche le storie spariscono
E pensieri e sensazioni con esse
Nessuna ancora, come nella tua poesia,

Dovrebbe essere il posto migliore, l’unico,
Ma e’ cosi difficile lasciare andare e lasciare che sia ora
Senti che nessuno puo’ far nulla
Che non c’e’ scelta
E sorge frustrazione

Non c’e’ nulla, c’e’ tutto,
Questo e’ visto
Ma non e’ accettato
Questa sottile sensazione di morte ovunque
Che passa attraverso ogni cellula del corpo e ogni pensiero della mente
Cosi difficile da toccare
E’ difficile aprire l’ ultima porta
Vedere che quella porta non esiste neppure

E’ davvero difficile
E questo e’ il modo in cui stanno le cose adesso
Non andare da nessuna parte
Per scappare da nulla.

Anonimo, 27.11.2013


Ciao Amore mio,
Cio’ che sta accadendo proprio in questi giorni e’ stupefacente, toglie il fiato, e’ enormemente chiaro… Ti ho amato fin dalla prima volta che ti ho incontrato… Ho pregato “dio” di permettermi di incontrarti il piu’ a lungo possibile… Ora, SO, che posso incontrarti ogni volta che voglio… So dove risiedi, nello stesso luogo ove io vivo, dove ho vissuto da sempre e dove sempre vivro’… Oh, caro Avasa, sono pronto a incontrare il Maestro ovunque, in ogni e ciascuna piccola cosa che appaia “fuori” un Maestro che sappia indicarMI… Ora vedo il mio corpo da quando si sono aperti i Miei occhi.. Il mio” corpo e’ un accadimento a forma di uovo che si dispiega sempre in modi differenti… Oh, che gioia, che riconoscimento benedetto… Ho smesso alla fine di guardarti, ho smesso di vedere “me” che contemplavo te… Non ti ho fatto una domanda per anni nei tuoi incontri… Ora vedo perche’ non venivano su domande… La risposta era esattamente nello stesso luogo da dove veniva la risposta… Non c’era risposta, solo il riposare in quel luogo dove tutte le domande nascono.
Grazie a me stesso attraverso il ringraziare .
Con tanto tanto amore a te… Amore eterno e paziente

Amrit, 16.11.2013


Ciao Avasa
Voglio dirti quello che mi e’ accaduto qualche giorno fa.
Una mattina ero al bar per la colazione, la mente era impegnata con molte cose e improvvisamente il focus si e’ spostato sullo sfondo, non più coinvolto con alcun processo.
Tutto quello che posso dire e’ che c’ero e non c’ero. Era chiaro che quando ho realizzato questo sono divenuto consapevole di me e che l’”Io”non aveva alcuna sostanza. Ogni cosa che percepivo era fuori di me, del corpo, della mente gli oggetti della percezione e ero nulla. Non riuscivo a percepire me stesso come in oggetto perche’ tutto era in me.
E’ difficile da spiegare adesso, ma la cosa che ho realizzato immediatamente era che tutti gli sforzi per arrivare a quella percezione di non percezione non erano necessari, per il semplice fatto che cio che io sono e’ oltre il corpo e la mente e l’ essenza o la sorgente non era mai toccata in nessuna maniera, qualunque cosa il corpo o la mente facessero non aveva nulla a che a che vedere con me, sebbene apparentemente ci fossero un corpo e una mente.
In quel momento la mente era rilassata e anche il corpo, continuando la sua naturale funzione nella totale liberta’, era chiaro che io non sono separata da ogni cosa e che in realta’ non stava accadendo nulla. Vedevo chiaramente che non avevo alcuna scelta e che il libero arbitrio era solo una idea falsa che nasceva da una interpretazione errata di cio che io sono.
Lentamente dopo un po’ ho sentito che quella leggera pesantezza nel corpo era accompagnata da una serie di pensieri.
Vedevo che c’era una tentazione di credere alla mente molto forte e che una volta abbracciato il primo dubbio ogni cosa e’ cambiata, ora so che era solo apparente.
Una serie di pensieri e’ immediatamente emersa, come “ho perso lo sfondo, devo cercare una nuova esperienza di questo tipo o di altro tipo nel futuro per trovarmi” ma sapevo che non era vero, in un certo senso aveva perso la sua credibilità. Sapevo che ogni cosa che accade non accade a me, persino se non era esattamente quella la percezione, ma solo sapendo quello mi metteva nella posizione di osservare e basta quelle idee cosi profondamente radicate e basate su un processo basato sul divenire.
Ho realizzato che la mente e il corpo non sono pronti a vivere pienamente da questa realizzazione persino se so che questa e’ solo una idea.. Ho anche realizzato che l’essere stabili nella coscienza non ha nulla a che vedere con gli sforzi di raggiungere qualche cosa, ogni sforzo che miri a fare qualcosa o raggiungere qualche cosa che e’ già presente e’ destinato a fallire, incluso lo sforzo di non credere alle strane idee.
A volte diventa duro e mi sento come se dovessi chiedere aiuto o consiglio, ma c’e’ confusione riguardo questo visto che non c’e’ nessuno che mi possa aiutare in tali situazioni.
Questo e’ il gioco e ha una sua bellezza, non sempre riconosciuta.
Sono felice di scrivere queste parole e condividerle con te, so che le capisci bene.

Nome omesso su richiesta, 15.11.2013


Talvolta c’è la paura di perdere qualcosa o qualcuno sia nel negativo che nel positivo perché c’è ancora la credenza di una manifestazione esterna che ti dà o toglie qualcosa. E improvvisamente ‘Click’, di nuovo la vita ti riporta a ciò che sei, la sorgente di tutto ciò che appare. Niente da perdere, niente da guadagnare, solo la vita che si dispiega dalla sorgente, IO.

Quando non sai chi sei e di conseguenza vedi la vita dal punto di vista della mente, c’è l’idea di essere una persona, un falso concetto di essere qualcuno buono o cattivo, spirituale o materiale, e così via. La mente prova ad aggiustare la vita in una piccola scatola, rendendola automaticamente rigida e piatta, tappando le tue ali dal volare come da loro natura.

Quando il punto di vista magicamente si sposta verso chi sei, una vasta ed inspiegabile consapevolezza, questo falso concetto di essere una persona inizia a rompersi e la paura sorge. La paura è solo un sintomo che il tuo punto di vista si sta spontando verso chi sei, come un intimo invito. Inizialmente non è facile affrontare questo cambiamento, ma pian piano la vita prende una differente fragranza in cui tutto ciò che appare nasce da te, questa consapevolezza, riconoscendo che sei sempre stato questo, mai separato da tutte le altre manifestazioni della vita. E magicamente la vita diventa una sorpresa continua, una gioiosa celebrazione senza alcuno scopo, un gioco bellissimo da vivere con la curiosità di un bambino piccolo.

Nel dolore più profondo c’è assenza di paura, ecco perché lo sperimentiamo.

Con Amore,

Dharma, 06.06.2013


Qualsiasi cosa venga scritta in questo momento o in qualsiasi altro da qualsiasi corpomente, sia questo “illuminato” o “persona qualsiasi”, non può assolutamente essere sbagliato perchè è sempre e solo la consapevolezza a scrivere e creare qualsiasi cosa, anche se può sembrare bella o brutta alla vista della mente.  il vedere che tutto ciò che chiamiamo vita è solo un gioco della consapevolezza e ognuno di noi che sembriamo separati siamo solo la consapevolezza che crea questo gioco cambia tutto ma il vederlo dipende ancora solo dalla consapevolezza perciò non farti problemi per quello che fai non stai sbagliando e non sei tu a farlo o non almeno quello che credi di essere.

Ziozeb, 13.06.2013


Contributo di Nino
Nino, 29.06.2013


Nessuna parola può descrivere la sensazione che ho avuto nel ritiro, sta ancora risuonando nel mio corpo e mi da pace. pace perché ho sempre creduto che ci fosse qualcosa che trascendeva tutte le culture e religioni e da quando ero bambina ho sempre provato a far combaciare e riempire gli spazi che le persone cavano tra loro, stavo sempre cercando cose in comune tra loro e con tutto…anche quando viaggiavo lontano, i miei obiettivi principali erano di cercare similarità mentre mi godevo le differenze.

Senza cercare nulla son finita alla Selva, sebbene non avessi segnali che mi conducessero a questo nella mia vita. Con i miei tentativi di imparare 7 lingue diverse speravo di trioare le parole giuste per esprimere certe sensazioni di appartenere a qualcosa ma non ci son riuscita… Come dice barbara devo imparare parlare

Anastama, 06.09.2013


Un maestro è solo una porta che ti conduce a Te stesso. Non ti da’ nulla e ti toglie tutto, non ti consegna alcun compito a casa, ma ti rende terribilmente frustrato distruggendo qualsivoglia tentativo di cercare di capire o sentire o cogliere in qualunque modo quello che viene condiviso con te. L’incontro con tale essere è quel genere di incontri di vita che semplicemente ti cancellano via dalo stupore. Sai che alla fine morirai e nonostante un pò di urla e scalci sei segretamente felice che sia così. Quando il lavoro è fatto ciò che resta è solo la Vita ordinaria di ogni giorno in tutto il suo splendore e divina umanità. Una volta che il messaggio è stato consegnato tu e il maestro sparite e persino il messaggio sparisce ed è rimpiazzato da Questo, uno spettacolare unico e caleidoscopico show che appare dal nulla solo per la gioia di farne esperienza. Wow!

Avasa è uno straordinario messaggero di non dualità, un incantevole cantastorie, un tenero amante dei cani, un artista a inventare nuove tecniche di pesca, un poeta raffinato, un amorevole padre di famiglia e molto di più , ma soprattutto è il mio migliore amico. La tua “pal”,

Shakti, 10.3.2013


Non c’è nessuno qui, neppure me
Sempre sono nel tuo abbraccio, Amore mio.
Solo, continuo a scordarlo.
Remo la mia barca avanti e indietro nelle tue acque immobili,
cercando di andare da qualche parte
Ritrovandomi ad annegare nella vastità del momento
Perduta nel non sapere nulla. Che grande sollievo!
Ricordando di nuovo,
che non c’è nessuno qui, neppure me
Solo il tuo abbraccio
E io sono te Amore mio,
o diciamo solamente
Io sono.

Rubai


Un’altra bellissima email di un vedere che accade. Ci possono essere stati dei tempi in cui questa realizzazione era un evento raro, di questi tempi la mia casella di posta elettronica dice altrimenti. Avasa

Ho sempre pensato che sarei diventato qualcuno, un maestro nel campo della conoscenza.
Ho sempre sentito un mistero nella vita che doveva essere svelato.
Ma la vita risponde, tu sei nessuno, e più forte è lo sforzo di
comprendere il mistero, più profondo è il senso di incomprensione.
Quando la morte arriva è chiaro che tutte le storie, tutte le ricerche,
tutti i pensieri avuti non hanno niente a che fare con quello che sei.
Quando la morte arriva la paura accade e quando il fuoco della paura ha dissolto
ogni cosa presente, c’è nulla.

Così vuoto che non c’è posto nemmeno per un idea di mondo,
e cosi pieno che non c’è posto per niente.

In Questo Io muoio, in Questo Io sono

Dioni, 11.7.2012


Quando lottiamo per qualsiasi cosa, o quando cerchiamo di cambiarla, la mente si mette al di sopra della vita ritenendo cosa sia migliore e peggiore. Nella reale accettazione di ciò che è, sorge la comprensione che tutto è perfetto così come è, anche nel dolore più profondo. In questo Vedere cessa la lotta e, di conseguenza, la manifestazione che aveva provocato tale sensazione.

Prem Dharma, 7.6.2012