Autore: Avasa

Between my finger and my thumb

Ogni frase è libertà pura e noi siamo chiamati a permettere a questa libertà di entrare nelle nostre vite. Gli spazi tra le righe nei saggi sono un invito per il lettore a realizzare la verità che è dietro ciascun paragrafo. La conclusione non è alla fine ma in ogni comprensione che sorge durante la lettura.

Dioni

“Tra l’indice e il pollice tenevo la luna”…. Questo libro parla di un tempo in cui non eri disconnesso da ciò che era attorno a te, un tempo in cui l’illusione della paura e della sofferenza non dettavano i tuoi giorni e la tua vita. Indica la possibilità, sempre presente, di vedere di nuovo quello che è vero di noi, di vederlo proprio adesso, e argomenta che in un certo senso l’unica cosa che impedisce questo riconoscimento è l’illusione che non sia così.

Guida il lettore attraverso e fuori i labirinti della mente, dimostrando come in realtà nessuno sia mai stato imprigionato o legato da niente, neppure dalla taglia del corpo o dalla lunghezza di una vita.

Questo libro rivela l’assoluta libertà di Se stessi da ogni concetto o immagine che la mente intrattenga su di sé, dalle proprie storie o drammi, inclusi quelli che riguardano l’illuminazione o la realizzazione del Sé. Afferma con chiarezza e in modo pratico il fatto che non ci sia nessuno qui, neppure qualcuno che stia scrivendo queste parole o che le stia adesso leggendo.”

Shakti Caterina Maggi

Tra l’indice e il pollice tenevo la luna di Bodhi Avasa – clicca qui per scaricare

Satsang in Milan – Italy, April 2009

Avasa: Allo stesso modo in cui un pesce è circondato dall’acqua, un essere umano è circondato dalla verità. Allo stessa maniera in cui l’acqua attorno al pesce ne pervade il corpo, la verità pervade l’intero corpo della forma umana. La forma stessa è una manifestazione della verità.

Ciò che appare in essa come gioco della mente è una manifestazione della verità. Ciò che sa della presenza del corpo e della mente è l’aspetto non manifesto della verità. Ora sembra strano se siamo del tutto saturi di verità perché si debba mai cercarla. Essa è tutto ciò che esiste. Ogni oggetto in questa stanza è verità che si manifesta. Ogni pensiero che appare nella mente che immagini sia personale è la verità che si manifesta. Ogni sensazione che sorge sia fisica che emozionale è impersonale. E’ la verità manifesta. Ora chiaramente se quello che è stato appena affermato è vero, e lo è, sarebbe davvero futile cercare la verità. Il corpo è verità Il corpo è verità, la mente è verità, il mondo è verità, e ciò in cui si sta manifestando è l’aspetto non manifesto della verità. Quindi perché cercare? Per qualche ragione non siamo capaci di vedere direttamente. Cos’è che pensiamo che ci sia in un altro momento?

Questo accade perché non stiamo guardando nel posto giusto in un certo senso. Non siamo focalizzati su ciò che è già presente. C’è molta informazione sbagliata su cosa sia questa cosa chiamata illuminazione. E’ ciò che ogni essere umano sta cercando è ciò che alcuni di noi sono consapevoli che stanno cercando. Qualunque descrizione sarebbe sbagliata, perché in sé non ha descrizione. Sarebbe come cercare di descrivere dell’acqua ad un pesce che non è consapevole di essere nell’acqua che stava cercando. E’ tutto intorno a lui. Già è… ma non ha nessuna descrizione. Ecco perché la ricerca sta accadendo. Perché quando l’azione della ricerca sorge essa sorge con l’intenzione di trovare qualcosa. L’azione della ricerca cessa di sorgere qualcosa si realizza che non c’è nulla da trovare. Quando lo si è realizzato allora quel nulla è tutto attorno. Sia dentro che fuori. Il corpo stesso è fatto di nulla. La forma è vuoto, il vuoto è forma. La forma è l’apparizione temporanea del vuoto, il vuoto è permanente.

Cos ache significa letteralmente che è una complete perdita di tempo cercare. Perché tu sei già ciò che stai cercando. Non è una sensazione, non è un brutto feeling o uno buono. Alla mente non piace questa parola, “nulla”. Ma la verità è, la verità è nulla. Non è una sensazione- non ha una forma, non ha un colore, un sapore o un odore, non ha un suono. Non ha una descrizione. E’ richiesto qualcosa d’altro dei sensi della mente per riconoscere la verità di se stessi. Quando la verità è riconosciuta, non è riconosciuta dalla mente.

Quando la verità è riconsciuta essa è riconsciuta dalla verità stessa. E’ auto-confermata. E’strano che debba auto confermarsi in ogni singolo momento. Quando diciamo di essere un ricercatore spiritual stiamo in realtà affermando che notiamo che c’è una azione di ricerca presente nel corpo. E’ sempre stata lì. Ne siamo improvvisamente divenuti consapevoli. E come ricercatori spirituali non sappiamo quello che stiamo cercando, pensiamo che l’accumulazione di conoscenza o esperienze raggiungeranno ad un certo punto un picco e immediatamente ci sarà un risultato di illuminazione.

L’energia potrebbe essere a terra, al primo al secondo, al terzo chackra e l’illuminazione può comunque accadere. Perché l’intero sistema dei chackra, tutti quei sistemi basati sul guadagnare conoscenza e esperienza accadono nel tempo. Invece l’illuminazione non è un risultato del tempo. Non è un prodotto del tempo. E’ eterna, è il riconoscimento di ciò che si è, l’eterno stesso.Può accadere in ogni momento. Non abbiamo bisogno di aggiungere una esperienza in più, o una parola in più, o una maggiore conoscenza di chi siamo affinché questa realizzazione accada. Infatti credere che abbiamo bisogno di passare attraverso qualunque sistema è un modo di evitare ciò che può essere riconosciuto nel momento presente.

Quandunque la realizzazione sia accaduta, è sempre accaduta nel momento eterno. Che è questo momento che siamo proprio ora. Non è ma accaduta, non accadrà mai nel passato. Può accadere solo ora. L’ora è una presenza che non cambia mai, che vede il mondo attraverso i sensi della forma umana. Una presenza che è eterna. Immobile. Immutabile. Serena. Non è nel tempo, non è influenzata dal tempo. Ma è il testimone del tempo.

E questo è quello che è riconosciuto al momento della realizzazione. Il sé che è riconosciuto al momento della realizzazione è il nulla che sta guardando attraverso gli occhi della forma. Il nulla eterno. Non era mai da nessuna parte se non proprio qui il posto in cui il corpo si trovava in ogni e ciascun momento. Così semplice ma ovvio quando questo è visto. Conosco alcune persone in questi incontri che hanno avuto una visione chiara momentanea di questo e questi momenti continueranno a ripetersi senza il tuo aiuto. Anche qualunque cosa farai non impedirà ad essi di tornare.

E alla fine diventerà stabilizzato, il vedere questo diventerà permanente. Questo è il modo in cui accade. Non è il risultato di nulla. E’ una visione improvvisa, il vedere di ciò che sta dietro il gioco del tempo, che osserva il tempo, che non può essere reclamato, trattenuto, né c’è bisogno che lo si faccia. E’ sempre presente, non abbiamo bisogno di metodi, non abbiamo bisogno di fare niente per arrivare ad esso, è già presente. E’ ciò che siamo. E’ ciò che sta vivendo attraverso queste forme proprio ora… E’ silenzio, immobile senza colore, sapore, odore, sensazione, ce l’abbiamo già. La mente potrebbe raccontarti un’altra storia. Lo fa, sorge da questo per cercare di convincerti che non sia così. La verità è che non può andare via dalla verità, non puoi arrivare ad essa. Perché essa è già sempre ed è sempre stata quello che sei.

Satsang in Palermo – Italy, June 2006

Avasa: Certamente non puoi mai rimuovere la paura della morte a livello di concetto. Il livello concettuale non ti sta permettendo di toccare la paura, di assaggiarla, di sentirla. Nell’istante in cui provi ad affrontare alcunché a livello concettuale, ti stai togliendo dal livello percettivo e stai togliendo energia dalla sensazione di quel livello, per crearne invece un ragionamento mentale. E’ un modo di evitare di toccare, di attraversare, di permettere in modo totale. Tutto quello che è richiesto è che tu riconosca il meccanismo che è in piedi. Il meccanismo è lo spostarsi da un livello percettivo ad uno concettuale. L’unica cosa di cui hai davvero paura è la paura stessa. Hai paura di sentire paura. E come dici tu, non riesci a scapparne via. Ad un certo punto dirai “Ok, affrontiamola totalmente”. Sei preoccupato di fare esperienza di una sensazione, solo una sensazione, non è paura, è solo una sensazione, su cui la mente ha appiccicato un’etichetta chiamandola paura. Perché la mente sa che nel momento in cui l’abbracci pienamente e la attraversi, esci dall’altra parte della morte, e riposi nell’Eterno, sei già morto.

E nel momento in cui accade, si scopre che colui che credeva di essere vivo, attorno al quale si costruisce l’intera mente psicologica, sono solo immaginazione, e quindi muore. Tu sei preoccupato in realtà di eliminare quel qualcuno che immagini di essere. Quando sei pronto a fare questo, accadrà. Altrimenti stai solo supportando l’illusione di colui che credi di essere. Tu non sei un qualcuno che può morire.
Una volta che lo sai, la paura della morte non sorge più nella tua Coscienza. Allora puoi dormire tranquillo la notte.

E’ una sensazione, tutto qua. E’ intensa, ma se sei pronto ad abbracciarla, non è più spaventosa, sebbene raggiunga un punto in cui la mente potrebbe chiamarla terrore, saresti comunque pronto a permetterle di accadere, e nell’istante in cui lo fai, rideresti del fatto che hai ritardato così tanto quel momento, perché una volta che l’hai attraversato vedresti con chiarezza che non sei qualcosa che può morire, e quindi non avresti più paura della morte in quanto la vedresti solo come un’idea, un concetto. Tu non sei qualcosa che muore. Non c’è via d’uscita, devi abbracciarla, o mentre il corpo è ancora in vita o al momento della morte, quando hai riconosciuto quello che ogni essere umano alla fine riconosce, ovvero che non muori nel corpo, perché sei l’Eterno. Perché ritardare questo riconoscimento? Incoraggialo, invitalo ogni mattina, invitalo la notte quando vai a dormire!

Partecipante: Sono terrorizzato, non posso!

Avasa: Puoi, perché questo corpo l’ha fatto! Sono tutti corpi, tutti lo possono fare… ciò che uno può fare anche un altro lo può. Abbiamo conosciuto una signora che aveva lo stesso problema, aveva ricevuto lo stesso invito, direi e alla fine l’ha condotta a passare due anni in un reparto psichiatrico, da dove ci ha telefonato implorandoci di incontrarla per parlarle. Invece è andata a finire che è venuta lei. Ho continuato a sorriderle, era ovvio che fosse in uno stato molto traumatico. E lei ha detto: “Perché, pensi che sia divertente?”. E io ho risposto, “ Beh, vedo che non alternative rimaste”. Hai provato a scappare via da questa cosa, e l’unica opzione rimasta è quella che tu, colei che immagini di essere, non sceglierebbe comunque. E alla fine il risultato sarà che giungerai all’illuminazione”. Si è svegliata la mattina dopo, dicendomi “NON voglio affrontarla, nell’istante in cui la sento, voglio solo scappare via”. E allora le ho risposto “Bene, e che alternative hai? Vuoi scappare via da questa sensazione togliendoti la vita? Indovina un po’ cos’è che in quel caso accadrebbe negli ultimi cinque minuti prima che il corpo muoia?”. Mi ha guardato e ha detto, “Beh, allora non posso farlo vero?”. Le ho replicato “No, ma puoi dare il benvenuto a questa sensazione e avere altri quaranta anni di vita nel riconoscimento di quello che sei”.
E’ stata dimessa dalla clinica la mattina dopo e l’abbiamo incontrata dopo due giorni, e da signora amorevolmente sorridente ha dato satsang per una ventina di minuti.
Il suo fidanzato era però un pochino scioccato, non la riconosceva più. Puoi scappare da questo fino a che il corpo muore, e poi dovrai affrontare questa cosa, come chiunque qui che non l’abbia ancora fatto. Quello che stai facendo in questo momento è che stai dicendo a te stesso attraverso questa forma quella che è l’ultima opzione rimasta. Nessun personaggio immaginario sceglierebbe la propria morte, il che significa che non hai alternative, accadrà. Ricorda solo che di dare il benvenuto a tutto questo e di abbracciare quella sensazione e quando arriverai dall’altra parte sarai completo di forma vivente ma assente di colui che credevi vivesse in essa. Che cosa hai da perdere? (Risate). L’unica cosa che muore è un concetto. Ciò che sei non può mai morire, perché non è mai nato, è l’Eterno. Ma colui che ci si immagina di essere, muore, il concetto, l’idea si dissolve. Ne vale la pena per farsi una buona dormita, no? Dimenticati dell’illuminazione.

Partecipante: Potrei farlo solo per dormire bene. Voglio davvero dormire. E’ meglio che vivere.

Avasa: Dipende da quale lato della morte sei… (Risate).

Partecipante: Grazie per la risposta. Mi sento senza speranza.

Avasa: Bene, allora vuol dire che hai smesso di creare idee per scappare da questa cosa. Allora può davvero solo accadere.

Partecipante: Sono convinto che non morirò mai.

Avasa: Bene.

Partecipante: E la cosa mi preoccupa molto.

Avasa: Beh, mi dispiace dirtelo, ma hai ragione.

Retreat & Fun

Quando il Divino riconosce di essere ciò che che vive attraverso la forma umano e questo è condiviso verbalmente o in altri modi, allora la celebrazione accade in modo naturale. Durante i ritiri ci sono momenti di risata spontanea, di condivisione di silenzi, di profondi intuizioni e connessione emozionale con tutto e tutti. Ma soprattutto una vera amicizia è vissuta in un modo molto ordinario e n qualche modo oltre le parole, l’energia, la musica e il divertimento, il messaggio arriva a destinazione… siamo Uno!

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Ordinary Life

Il risveglio non è una cosa spirituale. E’ vissuto nella Vita di ogni giorno nella meraviglia e divertimento di vedere che tutto è solo una Unica Azione che si dispiega.

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The desire to let go

Domanda:

Se “io” non posso far nulla se non vivere spontaneamente, sapendo che questo porterà a brutte conseguenze nella mia vita, è comunque “giusto” farlo? O è solo un altro scherzo della mente in modo da ottenere ciò che vuole?
Si potrebbe dire che mi attende un destino infelice quanto la vita che purtroppo sto vivendo?
Ci tengo a dire che ciò che potrei fare se mi lasciassi andare non nuocerebbe a nessuno se non al mio ego, ma questo di conseguenza farebbe star male le persone a cui tengo.
Grazie mille in anticipo

Risposta:

Non avresti il tempo di preoccuparti, se accadesse improvvisamente e la mente non lo sentisse arrivare.

Tu non puoi fare NIENTE, questo include vivere spontaneamente LOL
Perché non c’è mai un te che faccia niente. Forse una brutta conseguenza accadrebbe o forse no
questa è di nuovo la mente che cerca di intrappolarti nell’identificazione.

Nota come le sue storie riguardano sempre il futuro quindi vieni attratto via dal momento.
Direi che in realtà vivere in modo spontaneo puo’ portare solo del bene.

Non si tratta di quello che è giusto o sbagliato cosa che è tutto un pensare condizionato, si tratta dell’accadere di quello che ACCADE! Non c’è scelta e non c’è nessuno che la possa fare. Non sei tu a vivere la Vita, la Vita vive te. Ha sempre vissuto quel corpo e lo farà sempre, l’apparente te non rientra neppure nella scena eccetto che come forma pensiero che sorge.

Potrebbe ferire altri ma solo il loro ego può essere ferito e dato che questa è la cosa che pregano che accada ogni giorno perché preoccuparsi del loro ego? La gente attraverserà quello che deve attraversare e non sono affari tuoi, se attraversano questa cosa saranno liberati dal concetto di ego.

Non puoi proteggere nessuno da se stesso. Questa preoccupazione per gli altri non è Amore non lasciarti prendere in giro dal condizionamento appreso che porta con sé un senso del dovere.
Comunque se il risveglio accade lo farà e non hai parola a riguardo
e se coloro attorno a te reagiscono allora questo è il modo in cui le cose sono e dovrebbero essere, tutto è perfetto.

Solo l’ego viene ferito, quando c’è la capacità di di dire Si alla vita allora dove è quel qualcuno che resiste, dove è la sofferenza? Hai ragione è la mente che cerca di intrappolarti nell’identificazione.

Con Amore,
Avasa

I hope you die soon!

Domanda:

Sono ancora imbottigliata nell’ego, questo posso riconoscerlo. E non riesco a smetterla (che poi anche lì, chi la smetterebbe di fare cosa? … lasciamo perdere). So di non essere il corpo/mente ma, come dici tu, fino a che questo non è visto, è un giochetto mentale. In alcuni momenti particolari mi sono ritrovata a provare sensazioni tali di benessere e pace mai provati prima, dove qualunque desiderio non aveva più motivo di essere. E quei momenti sono accaduti proprio mentre non ci pensavo neppure. Nonostante questa consapevolezza, non posso impedire che l’insistenza a voler capire x far accadere si presenti. Leggo sempre i tuoi post e quello che dici lo sento così vicino che ho l’impressione di poterlo toccare davvero, per poi non riuscirci, e questo provoca un forte senso di impotenza (e anche rabbia a volte). Eppure sono qui, anzi NON SONO al momento…e a quanto pare non ho altra scelta che lasciare che tutto questo accada.

Un grazie sincero.

Risposta:

Quindi se sei imbottigliata nell’ego, allora l’ego è separato da te, no? Questo è l’inizio del riconoscimento.
Che tu non possa lasciare andare è un fatto perché non c’è una te che possa fare questo lasciare andare o possa fare alcunché, il lasciare andare accadrà quando accadrà. Il desiderio perché questo lasciare andare accada è il preludio del suo stesso accadere e non c’è neppure nessuno che a cui appartenga questo desiderio.

E’ chiaro che il corpo/mente è un oggetto per ciò che lo vede, ciò che vede l’oggetto è sempre soggettivo rispetto a qualunque oggetto e come soggetto non può essere sentito o visto o conosciuto nel modo in cui parliamo di queste cose. Richiede un nuovo modo di vedere. L’inganno viene dalla mente che cerca di emulare ciò che di tanto in tanto accade lì quando non c’è nessuna intenzione di cercare di vederlo. Dato che tu già conosci l’inganno esso funziona ancora? LOL
E’ anche chiaro dalla tua descrizione di questi momenti che il cercare non si sta più proiettando nel futuro in attesa di qualcosa che già vedi di tanto in tanto: ciò che deve essere realizzato è che davvero non c’è nulla che debba essere fatto per trasformare questi momenti un unico momento eterno.

Ciò nonostante la mente va a riposare con ciò che c’è nel momento, senza più proiettare altro se non ciò che è.  Allora,  il desiderio di comprendere sta sorgendo, ed è così per alcuni e anch’esso in sè è qualcosa di cui non si è in controllo, sta solo accadendo.
Guarda la situazione…. se tu potessi toccare tutto questo o chi dovrebbe fare quel toccare? E’ come cercare di baciare le tue stesse labbra!

Ciò che è affermato qui è visto come corretto lì perché la mente sta già prendendosi una vacanza e in quei momenti tu sei QUESTO, nè più ne meno ciò che è qui.
Questo è davvero un messaggio per te stessa LOL

Sì, mi ricordo di quella rabbia e sensazione di non essere in grado di farci nulla, la frustrazione etc… va tutto bene… quando lo guardi retrospettivamente LOL
Sì! Tu sei qui SEMPRE, solo qui.

Non c’è scelta perché non c’è nessuno che abbia scelta.
E’ una situazione difficile in cui trovarsi quindi ti lascio le parole di Tony Parsons che disse a Richard Sylvester poco prima del suo risveglio.
“SPERO CHE TU MUOIA PRESTO!”

Con Amore

Avasa

Risposta:

Negli ultimi giorni ho passato molto tempo su ebay vendendo delle cose della casa per  svuotarla così da muovermi verso qualunque destinazione l’esistenza mi porti e naturalmente appaiono delle cose che il desiderio mi dice che DEVO AVERE LOL
Molte volte all’ultimo istante qualcuno mi batte e fa un’offerta superiore alla mia di magari solo un penny e quindi non ottengo quel mio DEVO AVERE.
Di certo una volta questo avrebbe portato con se la sensazione di non essere positivo LOL
In questi giorni è solo come stanno le cose!
Se vinco è il volere dell’esistenza e se perdo è la stessa cosa, sorge solo un grazie con una risata.
Se puoi andare a letto la sera accettando con la stessa attitudine il fatto che l’illuminazione non è accaduta oggi O che possa accadere, sei in una ottima posizione.
Puoi addormentarti con un grazie al volere dell’esistenza.
Una cosa è certa che dal punto di vista dell’ego, sei finita se non accade e se sei finita (del tutto) se lo fa LOL

Con amore,
Avasa

All is yourself

Condivido ciò che dici, nel senso che so che ciò che dici è parte della tua esperienza ed è reale, ma per quanto mi sforzi non ho idea di ciò che realmente tu voglia dire perché la forma attraverso cui l’Uno si manifesta (ossia me) non è risvegliata, altrimenti non ci sarebbero problemi. Accetto il fatto che c’è un unico Uno che manifesta attraverso varie forme, ma per poter parlare di risveglio forse questo deve essere sperimentato da ciascuna delle varie forme, altrimenti perché ad un certo punto una particolare forma comprende la Realtà di ciò che è mentre le altre continuano a rimanerne fuori? Deve necessariamente accadere qualcosa affinché questo avvenga, e se avviene per me e tu rimani nel sonno, questo unico Uno forse è frammentato egli stesso e il suo completo risveglio può avvenire solo nel risveglio di “tutte” le forme attraverso cui manifesta. C’è solo l’Uno e questo è visto solo da alcune forme, perché non da tutte? Qual’è la differenza tra una forma e l’altra? L’Amore dell’Uno si manifesta attraverso singole forme, cosa è accaduto? se tutto è già illuminazione?

Se immagini di essere il corpo/mente ti sei limitato ad un modo di vedere te stesso.
In quel modo sembra che sia vero che ci siano altri in altri corpi/mente.
Nell’istante in cui vedi ciò che veramente sei è ovvio che non ci sono altri, tutto è te stesso.
Quindi dal punto di vista da cui vedi te stesso come corpo/mente
la separazione sembra essere vera.
Quando vedi che non hai nessuna localizzazione allora si è ogni cosa, si è in ogni dove, si è in ogni cosa.
Questo significa che si era sempre l’Uno ma non lo si vedeva, ciò non di meno lo si era ed era sempre così, si era sempre ciò che è in ogni forma e che appare come ogni forma.
In alcune forme il Sé non è riconosciuto a causa l’identificazione con il corpo/mente e in altre questa identificazione non è più presente.
Qualunque sia il caso sta sempre accadendo all’Uno. C’è solo l’Uno.

Avasa

Se immagino di essere il corpo/mente, allora potrei anche immaginare di non esserlo ed in QUEL CASO vedrei l’Uno. Allora DEVE accadere qualcosa, e chi lo fa accadere? Se non c’è nessuno lì che possa fare niente? “Quando vedi che non hai nessuna localizzazione…” CHI E’ CHE VEDE? La mia mente (!) non può far altro che inchinarsi di fronte a tale mistero…

L’Uno che sta vedendo non è un CHI, c’è ancora ciò che è detto qui il concetto di un qualcuno che vede, non c’è nessuno, c’è solo il vedere che accade.
Il corpo è VISTO, ma ciò che sta facendo questo vedere non è né il corpo, né la mente, è nulla, vuoto.
Naturalmente questo è difficile da cogliere intellettualmente, infatti è impossibile da cogliere, deve essere VISTO.
Sì, naturalmente puoi (e lo fai) immaginarti di essere un corpo/mente e puoi anche immaginare di non essere questo ma entrambi sono giochi mentali, non sono vedere. Nel vedere non c’è sforzo e non c’è nessuno lo sta facendo.
Nessuno può far accadere tutto questo perché non c’è nessuno LOL
Lo so è frustrante quando davvero vuoi capire, e va bene così, perché questa frustrazione è necessaria: è una necessità che porta ad una resa del fatto che tutto questo possa essere compiuto dall’ego.
Quando il risveglio accade,esso accade, non c’è nessuno presente che lo faccia accadere.
Gli occhi sbattono le palpebre, accade, non è richiesto che qualcuno lo faccia succedere.
Ciò che è sentito lì sta accadendo, se ci fosse un qualcuno in controllo non penso proprio che sceglierebbe di farlo accadere!
Un abbraccio

Avasa