Autore: Avasa

Thank all for donation

Vorrei ringraziare tutti i nostri amici che hanno donato soldi per poterci fare avere un camper nuovo da poter portare in giro questa condivisione.
Il quadro, come molti di voi sanno, è leggermente cambiato ma forse solo temporaneamente e non viaggerò molto nei prossimi mesi perchè ho bisogno di un posto fisso e tranquillo dove stare per poter applicare la terapia curativa che desidero fare.
Se avrò successo e il corpo sopravvive allora metterò i soldi nel  rendere i prossimi viaggi più comodi, possibilmente con meno riparazioni da fare, rispetto agli ultimi 4 anni.
Un grandissimo grazie a tutti quelli che hanno donato, vi sono molto grato.
Con molto amore Avasa

From Avasa

Questa mattina sono andato a fare la PET, questo era l’ultimo dei requisiti per completare la diagnosi,come d’accordo con i dottori.
All’ora di pranzo ho ricevuto la visita del dottore e dell’ematologo,che mi hanno spiegato di nuovo la mia situazione, enfatizzando il fatto che a meno che chemioterapia non venga inizata nei prossimi giorni, il ritardarla non mi sarà di beneficio e se il tumore si muove fuori dai testicoli potrebbe arrivare al cervello e alla spina, con conseguenze al di là di ogni immaginazione.
Di nuovo la conversaizone mirava a persuadermi riguardo  la mia famiglia nel caso io non faccia nulla al riguardo e lascio che le cose seguano il loro corso. Mi è stato detto di considerare le persone che mi sono accanto e mi amano e io ho spiegato che se muoio loro dovranno fare i conti con le loro emozioni riguardo la situazione,cosa che io non posso fare per loro e non ne sono responsabile. Immediatamente uno sguardo di shock è apparsa sulla faccia della ematologa. Ho visto che in questa situazione la maggior parte delle persone che hanno paura di morire,sono facilmente persuasibili nel prendere quella che viene offerta come la sola terapia disponibile.
Questa affermazione non è vera, conosco un certo numero di persone che hanno scelto terapie alternative per curare il cancro e sono guariti, quindi è evidente che ci sono altri modi di curarlo. Ed ecco ancora l’insistenza sul bisogno di iniziare la chemio immediatamente. A quel punto ho dovuto sottolineare che avrei preso una decisione sulla terapia alla quale sottopormi solo dopo le mie dimissioni e la consegna delle cartelle cliniche, da condividere con un amico medico. E  questa è stata la mia decisione sin dal primo momento in cui mi è stata prospettata la faccenda della chemio.
Quando è chiaro che non c’è nessuno nella forma umana è anche chiaro, ovviamente, che nessuno muore, e quindi non c’è paura MA (il famoso ma!) ho due canne da pesca nuove di zecca e due nuovi mulinelli che voglio provare, quindi sarò in giro per un pò per questo motivo.
Sono d’accordo sul fatto che sarò dimesso il 14 di questo mese.
Ho parlato sia con la mia partner Shikha e mia figlia Tanya su quale terapia vorrei intraprendere e sui possibili rischi, e entrambe sono d’accordo con me sul fatto che debba fare ciò che voglio, indipendentemente dalle risposte o reazioni che ciò provocherà in loro, e che dovranno gestire da soli.
Spiegherò la situazione alla mia bambina di 7 anni Daisy quando sarò uscito dall’ospedale così che non ci saranno sorprese per lei se la mia decisione si rivelerà quella sbagliata.
Sono sicuro che,come la sua mamma e la sorella,lei mi dirà che devo fare quello che sento giusto per me.

From Avasa

Scorbuto.
Oggi in America una persona su quattro si ammala di cancro, e la statistica aumenta ogni anno.
Anche in europa siamo intorno alle stesse cifre.
Un tempo si credeva che lo scorbuto fosse una malattia, che mieteva migliaia e migliaia di vittime, in modo particolare tra i marinai delle navi, a volte sterminandone interamente gli equipaggi.
Si credeva fosse una malattia causata da chissà quale virus che si riproduceva nll’oscurità, nelle umide stive delle navi.
Un giorno una tribù di nativi americani dette al capitano della nave francese un rimedio, era la vitamina C. I superstiti dell’equipaggio la presero (25 erano erano già deceduti)si ripresero in breve tempo e poterono riprendere il viaggio di ritorno verso la Francia.
Al loro ritorno, il rimedio fu classificato come una medicina di selvaggi voodoo, e fu solo dopo ben 45 anni che la cura per lo scorbuto iniziò a rivolgersi in questa direzione, per scoprire che lo scorbuto era in realtà dovuto ad una mancana di sostana nutritive. Da quel giorno, ogni nave trasporta oggi limoni e arance nella propria dispensa. Oggi, lo scorbuto raramente fa la sua apparizione, ed è comunque facilmente curabile.
Oggi tocca al cancro, e ancora una volta è stato deciso che si tratta di una malattia, mentre in effetti è dovuto ad una mancanza di vitamine, in particolare la vitamina B17. Ancora una volta, si tratta di una delle tante vitamine che mancano nella nostra dieta di cibi raffinati. I cibi confezionati danno spazio al cancro e molte altre malattie per manifestarsi, mentre si potrebbe fare prevenzione con una buona dieta. La vitamina B17 si trova naturalmente in molte piante e specialmente nel cuore del nocciolo dell’albicocca, in particolare nella varietà Hunza, dl nome di una valle del Pakistan dove vivono abitanti di età media oltre i 100 anni, e dove il cancro non è presente.
Assunta nel contesto di una dieta crudista di frutta e verdura, accompagnata con succo di erba di grano fresco crudo, fa iniziare la guarigione immediatamente, riducendo il tasso di crescita del cancro, lo imbriglia e alla fine lo arresta.
Una cellula cancerosa forma una membrana intorno a sè che impedisce ai globuli bianchi di attaccarla, e la vitamina B17 contiene un cianuro naturale che rompe la membrana, in modo da consentire ai globuli bianchi di poter di nuovo attaccare le cellule danneggiate e distruggerle, in modo che possano essere smaltite.
L’assunzione di vitamina B17 in qualunque dieta, agisce come prevenzione del cancro.
Oggi i testicoli sono cresciuti in dimensioni, cosa che mi indica che c’è ancora un pò di confusione e qualche difficoltà laggiù.
Molte delle cellule sono morte, molte altre sono prossime alla morte, cosa che lascia più lavoro da fare alle altre, che stanno anche loro cercando di riprendersi e quindi non hanno energia per farlo. Ascolto e guardo cosa succede, e nel frattampo proseguo con la dieta.

From Avasa

Carrissimi Amici,
Sto scrivendo questo dal mio letto d’ospedale a Parma, per tenervi aggiornati su cosa succede a questo corpo.
Shikha e io abbiamo ricvuto molti messaggi e telefonate e sicuramente altrettante mail,ma non uso internet al momento,che chiedono cosa sta succedendo. Questo è comprensibile ma voglio farvi notare che Shikha,la mia compagna,è molto stanca siccome viene qui tutti i giorni e nel mezzo ha molte cose da fare oltre a gestire le emozioni riguardanti la situazione.
Lei non ha bisogno che altri scarichino le loro emozioni su di lei.
Alcuni di voi mandano amore,che è la cosa che più d’aiuto che possiamo ricevere,ma altri vomitano il loro film mentale invece di stare con la sensazione che questa situazione ha provocato e questo non è di aiuto per nessuno. Meglio visualizzare un momento futuro dove ricondivideremo insieme in un ritiro o in un incontro pubblico.
STAI CON LA SENSAZIONE!
Questa situazione è la tua opportunità di guardare alla tua paura della morte.
L’ultima diagnosi che è arrivata ieri è….
Linfoma tipo B diffuso. In profilicazione.4 stadio avanzato.
Fai di questo quello che vorrai e ricorda che questa diagnosi è basata su lo stato del tumore di una settimana fa,le cose cambiano.
La diagnosi finale arriverà dopo la PET il 12 di questo mese dopodiche’ probabilmente prenderò in affitto qualcosa nelle vicinanze di Parma per un paio di mesi ,per potermi rimettere fisicamente.
Se sarà possibile organizzerò un incontro alla settimana di circa due ore,per chi interessato,a donazione libera.
Quelli che mi sono venuti a trovare,sono sicuro che saranno daccordo con me,sul fatto che sono di buon umore e non soffro la situazione,in effetti trovo tutto molto interessante.
Lo staff dell’ospedale è amorevole,entrambi dottori e infirmieri, sono più che contento delle cure e dell’efficenza che mi hanno dimostrato da quando sono arrivato qui. Il lovro fatto per arrivare a una rapida diagnosi,era al di là di quello che mi sarei aspettato.
Non ho nessun dolore o disagio.
L’unica terapia che cura questo tumore è la chemioterapia,che come voi potete ben immaginare non si confà a questo corpo.
Ho sufficente conoscenza riguardo la guargione delle cellule cancerogene da sapere che la vera guarigione,non la cura,può essere portata in essere cambiando la dieta.
Se vorrete fare ricerche,cercate la dieta con l’Erba di Grano Bio,questa è una dieta sulla quale ho fatto ricerche molti anni fa ed è la mia scelta per curare questo tumore.Verrà accompagnata da una dieta crudista di frutta e verdura. Nello stadio introduttivo sarà tutto assunto sotto forma di succo per poi ritornare al solido.
Sono pienamente fiducioso che questa sia la terpia curativa da seguire.
Shikha ha cercato i due migliori estrattori sul mercato,due perchè fanno cose differenti e ora sta cercando il miglior essicatore che si possa trovare sul mercato.
Come potete vedere stiamo approcciando questo in modo pratico e fattivo.
Al momento mentre sono ancora in opedale,sto assumendo l’Erba di Grano bio in polvere che arriva dalla Nuova Zelanda,la migliore disponibile, e questo sta già facendo la differenzaper il corpo.
La cosa principale con questa dieta curativa è di crescere il grano bio e di berne il succo estratto entro 20 minuti,questa è la parte più importante della dieta.
Se sentite che volete aiutare in qualsiasi modo contattate Shikha siamo aperti a nuove idee,ma prefavore fate ricerche prima o siate già sicuri di cosa parlate senza mandare semplicemente links.
Cercherò di tenervi aggiornati a proposito di cosa sta succedendo e di come le cose evolvono attraverso il mio sito.
Un GRANDE abbraccio e tantissimo amore come sempre Avasa .
Un grande grazie e tanto amore anche da Shikha

Always

Quando il parlare accade lo fa sempre per te.
Quando l’ascoltare accade anche questo e’ te.
L’Io che parla e’ l’Io che ascolta.
Questo e’ il fatto piu’ profondo di tutti questi anni.
Non c’e’ nessun altro, non c’era nessuno li,
non c’e’ nessuno con cui condividere
E questa e’ la bellezza, questa e’ la chiave
Che sblocca la mente che tenta di vedere.
La verita’ e’ che l’Io e’ sempre vuoto, solo,
In attesa che nel momento in cui stia per conto suo
Conosca dunque se stesso come l’unica cosa che c’e’.
Quando questo accade la ricerca e’ finita.
Il parlare continua senza preoccupazione o pena
Mentre dico a me stesso che non c’e’ nulla da condividere
E nessuno con cui condividere, eppure va avanti,
Perche’  l’amore e’ cio che gioca e l’amore ne e’ il divertimento.
Questo nulla sta cambiando e va avanti per sempre,
Portando assieme pezzi nell’Uno
Fino a che questo e’ visto con un occhio singolo
Che tutto dissolve in se stesso un po alla volta.
Non lascia nessuna memoria, nessuna traccia
Di colui cosi a lungo immaginato
A indossare un volto
Sì vede che tutto era sempre solo una azione della grazia

Why

Non c’è una risposta alla domanda perché, è perché questo è il modo in cui è.
Il gioco della domanda del perché e la risposta data potrebbe continuare all’infinito ripetersi e ogni risposta dare luogo ad un altro perché ? Si tratta di un gioco della mente per mantenere la sua stessa continuazione, perché se quel che finisce così fa quello che crede ha bisogno una risposta alla sua domanda.
Una volta che questo si vede chiaramente la caduta via di interesse per il PERCHE ‘si svolge e anche l’interesse per la risposta, quando questo accade si scioglie e solo questo, l’esistenza, è senza nessuno che esiste a chiedersi perché esiste.
Questo poi è sufficiente.
Avasa

The master

D: Come mai le parole di alcuni maestri differiscono le une dalle altre, o addirittura contraddicono se stesse in alcuni casi?

R: La parola MAESTRO non è sempre utilizzata nel contesto corretto.

Quando si inizia davvero a vedere chiaramente la verità di se stessi molti di questi eroi spirituali cadono.

Molti di loro hanno avuto un assaggio di questo vedere in un momento o in un altro, ma non si sono assestati in esso e quel vedere è diventato un ricordo di qualcosa di cui la mente si è ormai appropriata. Il bilanciamento di questo vedere (nel senso che è vero in ogni momento di se stessi) è tale che esso non è solo un ricordo e quando le parole si manifestano da questo vedere sono molte diverse da quelle che molti cosiddetti maestri esprimono.

Il parlare da una memoria del vedere potrebbe portare con sé alcune parole che risuonano in noi, ma non è lo stesso di quando le parole vengono direttamente dal vedere ciò che si è.

In realtà entrambe questi tipi di condivisione appaiono come un riflesso della tua coscienza. Esse sono un riflesso di dove ti trovi in te stesso, la tua coscienza, dove c’è ancora un vedere dalla mente divisa in contrasto con la mente intera. Sono un riflesso. Basta essere consapevoli della sensazione che hai dentro di te riguardo ciascuno di loro individualmente e questo fatto ti diventerà chiaro. Stai guardando il tuo sogno che si sta manifestando.

Con amore, Avasa

 

Meditation

Domanda:

“E’ utile la meditazione per risvegliarsi a ciò che si è?”

Risposta:

La meditazione non è di per sé né inutile né utile per riconoscere ciò che sei, se sta accadendo allora sta accadendo, solo questo. Non serve a niente meditare riguardo la realizzazione di ciò che si è, ma essa può acquietare la mente. In ogni caso non è necessario acquietare la mente prima che il Sé realizzi se stesso.

Il tuo stato naturale, che non è uno stato affatto, è quello che è presente in questo momento, ma se in esso sorge la ricerca come un’attività di coscienza ci sarà allora la tendenza per l’attenzione ad andare verso tale attività e forse seguirla. In questo caso l’attenzione effettivamente si allontanerà da ciò che è sempre presente, il Sé.

Quindi, qualsiasi ricerca intrapresa si allontanerà dalla risposta.

Semplicemente nell’essere attenti a ciò che è già presente non è necessaria nessuna ricerca, ma ovviamente se ciò che è sempre presente non è riconosciuto, allora il seguire l’azione della ricerca sarà probabilmente qualcosa di attraente.

Tutto ciò che vien fatto non è fatto da nessuno in ogni caso, si tratta semplicemente di una attività derivante dalla immobilità del Sé.

Con amore, Avasa

When the body dies you will be as you are right now minus a body/mind

DOMANDA

Se e’ vero che noi siamo solo consapevolezza che riconosce se stessa attraverso un corpo e che quindi non c’e’ nessuno, come mai anche in voi risvegliati il dolore resta una faccenda del tutto personale? Non dovrebbe detta consapevolezza autoriconosciutasi nei corpi dei risvegliati percepire ogni sfumatura emotiva e fisica presente in questi corpi come se ne occupasse uno solo? E se non c’e’ nessuno ma solo consapevolezza, quando questo corpo morirà la consapevolezza tornerà allo stato potenziale? Perché se e’ cosi’ c’e’ poco da stare allegri! Non equivarrebbe forse questo a non esistere? Spero tanto in una risposta. Grazie

RISPOSTA

Ci sono molte idee su cosa sia illuminazione e un’idea che accompagna tutte loro e’ che, una volta che l’illuminazione sia accaduta, non si dovrebbe più sentire dolore.

Il dolore e’ solo una sensazione fisica e fino a che il corpo e’ vivo e funzionante in modo bilanciato il dolore E’ sentito. Questa Vita e’ un’esperienza che richiede il corpo e la mente per essere esperita, e comunque ciò che testimonia il dolore e’ comunque, sempre, Consapevolezza.

La cosiddetta PERSONA illuminata, cosa che di per se’ non esiste, esperisce le cose ESATTAMENTE nello stesso modo in cui lo fa qualunque altra forma umana quando essa e’ in vita.

Laddove l’illuminazione sia accaduta non c’e’ l’idea che uno abbia qualcosa che gli altri non hanno, tutto quello che e’ successo e’ solo che lo sfondo e’ stato riconosciuto come ciò che si e’ veramente, il soggetto, NON gli oggetti che appaiono in esso. Questo e’ sempre e gia’ il caso per tutte le forme umane, anche quando non si riconosce che sia cosi.

il tuo stato potenziale e’ GIA’ il caso, non e’ qualcosa che diventi ma che SEI adesso. Quando il corpo muore sarai quello che ora senza il corpo/mente, in quanto la Consapevolezza non e’ un oggetto creato quindi non puo’ morire visto che non e’ mai nata.

Esisti o non esisti nel sonno profondo? Tu esisti SEMPRE, persino quando l’oggettivita’ non c’e’.

Non so se sia qualcosa di cui essere allegri o no, ma e’ il modo in cui e’ comunque quando questo e’ visto tende a rendere l’esperienza della Vita più preziosa e anche più divertente.

Nulla di questa creazione aveva bisogno di esistere ma lo ha fatto… Quindi c’e’ la sensazione che la vita ha bisogno di essere sentita nel pieno delle potenzialita’ del corpo/mente. E’ una occasione unica, non puo’ essere mancata, non ci sono prove generali ne’ bis.

Con molto amore,

Avasa

DOMANDA

Grazie della cortese risposta! Lei dice che la morte e’ paragonabile al sonno profondo; ma allora mi conferma che una volta morti c’e’ sempre la consapevolezza ma non esiste autocoscienza. Questo pero’, mi dispiace insistere, ma equivale a non esistere. Resta poi da comprendere come mai certe persone abbiano esperienze fuori dal corpo visto che il corpo e’ da lei considerato l’ unico espediente che questa consapevolezza ha di divenire cosciente di se’ stessa. Non mi aspetto un’ altra risposta, erano solo mie considerazioni. Torno a ringraziarla della sua cordialita’ e le auguro ogni bene.

RISPOSTA

Ciò che rende la morte e il sonno profondo simili è il fatto che ciò che è presente in entrambi i casi è il vedere se stessi come non esistenti.

L’assenza del soggetto e dell’oggetto NON E’ nè esistenza nè non esistenza. Quando il gioco della creazione è esperito esso accade perché il soggetto porta in essere l’oggetto come attività che nasce da se stesso.

Il soggetto è la Consapevolezza ed è non-oggettivo in se stesso, esiste sia che il mondo appaia oppure no. Quando non c’è oggettività non ci può essere neppure soggettività, quindi non c’è nulla, che è ciò che chiamiamo Consapevolezza. Essa è che porta in essere il mondo.

La non esistenza non può essere formulata a livello concettuale a meno che ciò chiamiamo esistenza non sia presente. Quando l’esistenza non si manifesta più c’è pura soggettività che non è neppure consapevole di sè come qualcosa.

Con amore,

Avasa